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Il vasto altopiano granitico che si estende a N/NE di Bitti, custodisce a 13 km circa dal centro abitato, immersa in un affascinante contesto ambientale di bosco di sughere e pittoreschi affioramenti rocciosi, una delle più suggestive stratificazioni monumentali prodotte dalla civiltà nuragica nel corso della sua storia millenaria: il complesso abitativo-
L’abitato sorge nel corso del XVI sec. a.C. (media età del bronzo) come semplice aggregato di capanne attorno alla sorgente che verrà utilizzata più tardi dal tempio a pozzo; alla fase d’impianto del villaggio vanno riferite alcune abitazioni a pianta circolare dai diametri considerevoli, con ingresso volto a S/SE; queste grandi capanne presentano un livello pavimentale rozzamente lastricato o in battuto di argilla, un focolare centrale ed un bancone che si sviluppa alla base del muro perimetrale.
Accanto alla tipica capanna nuragica a pianta circolare, ricorrono con frequenza strutture abitative che attestano un diverso modulo planimetrico, ellittico o ovoidale; le uniche due finora indagate, articolate internamente da banconi e altri allestimenti, restituiscono materiali ceramici della prima età del ferro (IX-
A partire dal XIII sec. a.C., per ragioni non determinabili, il villaggio di Romanzesu conosce un’intensa attività edilizia che si manifesta nella realizzazione di numerosi monumenti a destinazione cultuale: un tempio a pozzo per il culto delle acque con annesso uno straordinario allestimento gradonato (lungh. del complesso m 48 circa) funzionale per cerimonie collettive, che prevedevano forse abluzioni rituali purificatrici, due tempietti a pianta rettangolare del tipo cosiddetto a megaron, un grande recinto sub-
Una così singolare concentrazione di edifici di culto, esemplificanti tipologie già documentate in altri contesti (i tempietti a megaron e il tempio a pozzo) e di strutture “comunitarie” a chiara destinazione d’uso rituale/cerimoniale che non trovano invece al momento puntuali confronti nell’architettura sacra nuragica (il monumentale allestimento gradonato annesso al tempio a pozzo e il grande recinto sub-
Ruolo straordinario che, stando alle conoscenze attuali e su una base statistica di centinaia e centinaia di abitati nuragici, sembra riproporsi, sebbene in forme solo parzialmente corrispondenti, in pochissimi altri contesti isolani (ad es. Santa Vittoria di Serri, Gremanu di Fonni, Santa Cristina di Paulilatino, ecc). I dati di scavo, ad oggi, forniscono per l’abitato di Romanzesu un excursus cronologico compreso tra XVI sec. a.C. (media età del bronzo), corrispondente alla fase d’impianto di alcune capanne, e VIII sec. a.C. (momento avanzato della prima età del ferro) coincidente con l’abbandono dell’area da parte delle genti nuragiche.
Testo a cura della Coop Istelai
Come Arrivare :
Una volta giunti in paese si continua sulla SS 389 in direzione di Buddusò e, all'altezza del km 54, si segue la segnaletica turistica fino al parcheggio antistante l'ingresso dell'area archeologica e la vicina biglietteria.
Orari di apertura
Periodo estivo
Da Lunedì a Sabato: ore 9.00/13.00 -
Domenica: ore 9.30/13.00 -
Periodo invernale
Da Lunedì a Sabato: ore 8.30/13.00 -
Domenica: ore 9.00/17.00
Visite Guidate
Mattino: H 9.15 -
Pomeriggio: H 15.15 -
Domenica: Mattino: H 9.15 -
Biglietti :
Intero: € 3,10
Ridotto (ultra 65enni e portatori di handicap): € 2,10
Gruppi e scolaresche: € 1,60
Bambini fino a 5 anni: Ingresso Gratuito
Biglietto unico (permette la visita del sito archeologico di Romanzesu, del Museo della civiltà contadina e pastorale e Museo multimediale del canto a tenore): € 3,60
In prossimità del sito è disponibile un centro informativo e di documentazione.
Tel. e fax: (+39) 0784-
Cellulare: (+39) 333-
Sito Web: www.coopistelai.com
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