Giorgio Asproni - BITTI ON LINE

Locations of visitors to this page
Vai ai contenuti

Menu principale:

Giorgio Asproni

Cultura > Personaggi

Giorgio Asproni nacque a Bitti il 6 dicembre 1807 da una famiglia di origini modeste. Dallo zio, il prete Melchiorre Dore, fu avviato alla carriera ecclesiastica e frequentò prima il seminario a Sassari e poi l' Università a Cagliari dove conseguì la laurea in "utroque jure" nel 1833. Prese quindi gli ordini religiosi e subito decise di rientrare nel suo luogo d'origine per esercitarvi il sacerdozio. Nel 1838 divenne Avvocato del Capitolo nuorese, dopo ottenne la nomina di Canonico Penitenziere. La perfidia che vigeva tra il clero mortificò il giovane bittese che per questo motivo iniziò ad interessarsi di politica, anche perché si intensificarono i suoi contrasti con l'autorità ecclesiastica della Diocesi, finchè nel 1848 svestì l'abito talare. Da allora, la politica per Asproni diverrà un interesse sempre più esclusivo e si definirà quella che sarebbe stata la sua posizione politica; italiana, repubblicana e antipiemontese. Annullata una sua prima elezione nel 1849, l' anno successivo fu eletto a Nuoro e a Genova ma optò per il collegio della città ligure la quale gli riconfermò il mandato per la V legislatura. Ebbe in seguito il mandato del collegio di Lanusei per la VII legislatura e del collegio di Nuoro per la XII legislatura.
L'attivismo politico asproniano in parlamento sarà sempre più intenso. Dalla prima alla dodicesima legislatura la presenza di Giorgio Asproni in parlamento fu costante, (escludendo la seconda, la sesta e l'ottava). Fu durante questo lungo periodo di attività politica che il deputato bittese entrò a far parte della Massoneria (24 luglio 1867). Prima di quell' anno egli scrisse nel Diario la sua avversione a quell' Istituzione, giudicandone estremamente ridicoli i suoi riti. Sembrerebbe che l'unico motivo della conversione massonica di Asproni sia quindi da ricercare nel nuovo programma della Massoneria italiana, programma finalizzato ad emancipare le masse dall'ignoranza con la diffusione dell'istruzione. Oltre che in campo parlamentare, il deputato di Bitti si distinse per la sua attività giornalistica e per i diversi rapporti epistolari che teneva con importanti esponenti politici del tempo. Il materiale asproniano è vastissimo; carteggi, appunti, discorsi in parlamento, articoli giornalistici. Il Diario politico,in sette volumi (1855-1876) è importante per la sua vasta estensione temporale di oltre un ventennio ed è, nell'insieme, narrazione di eventi e autobiografia. Il 30 aprile 1876, colpito da un attacco di malaria pronunciò le sue ultime parole, rivolte ancora e per l'ultima volta al suo amor di patria "Amai sempre l'Italia che voglio grande ed onorata". La sua morte fu accolta con dolore e ai funerali presero parte quasi tutti i ministri e i segretari generali; numerosi deputati, rappresentanze di mutuo soccorso, operai e reduci. In suo onore, la Camera dei deputati proclamò il lutto ufficiale di tre giorni; solo Cavour e Rattazzi, prima di Asproni avevano avuto un così alto riconoscimento di stima. Numerosi furono i giornali italiani che listati a lutto riportarono in prima pagina la notizia della scomparsa del deputato bittese. Tre anni dopo la sua morte il municipio di Roma dedicò a Giorgio Asproni un monumento al Verano.

Giorgio Asproni rappresentante del popolo

Convinto democratico di sinistra, repubblicano, antimonarchico e antipiemontese, Giorgio Asproni occupò il palcoscenico politico per circa trent'anni, o meglio dal 1848 al 1876. Rappresentante del popolo nel parlamento subalpino, diviene, con il processo di unificazione italiana, rappresentante del popolo italiano .La presenza di Giorgio Asproni nel mondo politico non si limitò però ai collegi della Sardegna, ma lo si vide prendere parte anche alle competizioni elettorali nel circondario di Genova e di Napoli, oltre a numerose altre candidature che gli furono spesso offerte in un collegio della Sicilia. Il suo ruolo nella politica nazionale fu e rimase sempre quello di un forte e determinato deputato dell'opposizione; un oppositore, al contrario di molti altri, liberale, leale, pronto a mettere in pratica e ad accettare senza riserve le regole del gioco politico e di conseguenza fautore di un' opposizione al di fuori di qualunque strategia extra-legem.Come si è già detto, l'Asproni è sempre stato indicato come un democratico di sinistra, ma una tale definizione non fa che ridurre al minimo il suo pensiero, le sue ideologie politiche e la sua presenza nel parlamento. Chi infatti si è dedicato allo studio di questo illustre bittese si è reso conto che la posizione di Asproni nello schieramento politico è stata del tutto singolare, caratterizzando si, più di ogni altra cosa per essere isolata, autonoma e indipendente da qualsiasi legame con uomini politici o ideologie ben definite; amò sempre stare libero da ogni vincolo di partito e da ogni amicizia politicamente ambigua con i suoi colleghi. Questo aspetto così singolare, gli garantì da un lato la possibilità di muovere (cosa che faceva spesso e volentieri) critiche nei confronti di una qualunque altra ideologia politica, ma allo stesso tempo non consentì alla sua stessa azione quella necessaria incisività grazie alla quale poter conseguire risultati concreti, mancando infatti di un forte e deciso sostegno da parte dei suoi colleghi. Ma quali furono i principi guida della sua azione in Parlamento? Quali furono i suoi obbiettivi? Ecco cosa disse in occasione della sua prima vittoria elettorale:« .. Mio principio massimo e primordiale è l'unità d'Italia a qualunque prezzo. Indi il convocamento della Costituente per stabilire un Regno vasto sopra basi le più democratiche  Oggetto delle mie speciali cure sarà la nostra Sardegna .. due idee condizionano il mio pensiero e la mia stessa vita: la causa italiana e il riscatto della mia misera terra d'origine. Questa prima e massima idea che ora stringe ora allarga il nostro cuore, e di notte ci occupa, è la causa dell'Italia universa. Ma accanto di essa .. siede la seconda che riguarda quell'isola che si gloria di essere stata sempre unita ai destini della sua grande Madre, la Sardegna nostra patria direttissima .... ».Parole, queste, alle quali rimase sempre fedele e che furono davvero alla guida di ogni sua azione in parlamento. Si occupò infatti sempre di questioni relative al disagio nel quale viveva la sua terra natìa, quali per esempio la costruzione di strade ferrate e di ferrovie che consentissero una più agiata rete comunicativa tra i paesi della Sardegna, o il problema dell'analfabetismo che caratterizzava non solo la sua isola ma tutta l'Italia. I suoi sforzi non trovarono sempre il sostegno dei suoi colleghi, neppure dei suoi conterranei parlamentari, ma nonostante ciò la sua forza d'animo e la sua determinazione, nonché il suo credere in una politica quale mezzo per cambiare le cose, lo aiutarono sempre a proseguire per la sua strada fiero delle sue ideologie, della sua indipendenza da tutto e da tutti. Vediamo come Angelo Brofferio altro rappresentante della Sinistra democratica, definì il nostro Giorgio Asproni:« Fra i nuovi deputati a nessuno per accesi effetti secondo, veniva il canonico Giorgio Asproni, canonico si ed anche avvocato: ma non col diploma forense, non col camice capitolare veniva in Parlamento, sebbene col mandato del Circolo popolare di Nuoro, dove la sarda democrazia erasi prodigiosamente infiltrata nelle vene di un prete e nei tendini di un curiale. Alla vasta dottrina di teologo e di pubblicista non era inferiore il fervido ingegno,lo ardito patriotismo. Impiegava la vita cittadina a lottare per la libertà .... Oggi ancora, in età matura, come la lingua e la penna mostrò saper trattare le armi. Uomo incrollabile, fra tanto lusso di apostasie, non si è disdetto mai .. ». Quanto detto da Brofferio fu comunque condiviso da chiunque ebbe la possibilità di conoscere Asproni, e in epoca recente, da chiunque abbia avuto modo di dedicarsi allo studio di questo parlamentare di Bitti e della sua attività politica. Ecco chi fu Giorgio Asproni deputato. Un vero rappresentante del popolo che partecipò sempre attivamente alla vita politica, con interventi, proposte, petizioni e anche tante critiche. Sarebbe importante per chi vuole entrare nel vivo della politica asproniana, leggere e analizzare gli interventi dell' Asproni alla Camera, un elenco che si ricava dagli Indici degli Atti parlamentari che si aggirerebbe intorno ad un migliaio di interventi.

 
KIRKA
Torna ai contenuti | Torna al menu