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La chiesa sorge nell'altipiano di Bitti S’ Ena ’e Santu Juanne, a 745 m sul livello del mare e ad un centinaio di metri dalla strada provinciale per Osidda e Budduso. Costruita probabilniente nel 1807: la croce di granito della facciata riporta tale data. Si tramanda oralmente che fu costruita da Stefania Asprone,donna paralitica miracolata dal Santo apparsole in visione. Suo marito Lorenzo de Cortis donò le sue vacche, e il comune di Bitti la tanca dove sorge la chiesa. I priori amministrarono il patrimonio della chiesa fino al 1932. I restauri del 1948 e del 1976 hanno modificato parzialmente l’interno e l'esterno: compare il pavimento in marmo, ma scompare la campana di bronzo con la scritta "ANNO 1873. Ora Pro Nobis S. joanne T.S.O. Dettori A.R.F". Fino al 1948 il Santo veniva festeggiato nell'ottava di Pasqua, il 28 maggio, il 24 giugno con il pranzo comunitario e il 29 agosto con la celebrazione della Santa Messa. Dal 1948 al 1963 non vi furono feste in onore del Santo, a causa del tetto pericolante. Dal 1963 al 1966, finiti i restauri e risolto il contenzioso tra il pievano e il muratore, la chiesa venne riaperta al culto dal nuovo parroco Lai, che fissò la data della festa con il pranzo comunitario per la prima domenica di giugno e per il 24 dello stesso mese con la celebrazione della Santa Messa. La chiesa di San Giovanni riveste paticolare importanza poichè,il 5 dicembre 1887, 750 abitanti di Bitti e di Orune giurarono al cospetto del prefetto di Sassari, Arata, di quello di Nuoro, Bolis, e del vescovo di Nuoro, Demartis, e di fronte a 3000 persone, di cancellare le antiche offese. Fu una grande festa campestre con balli e canti. Memorabile anche il banchetto: 12 vacche, oltre 100 maiali e porcetti, 2 vitelli, 3 quintali di maccheroni, pani e dolci a iosa e 12 ettolitri di vino. Redattore degli Atti in prosa sarda fu il sacerdote Giuseppe Egris Pintus.
Tutte le notizie sulle chiese di Bitti sono tratte dal libro
XXXV Crejas di Giulio Albergoni
SOTER EDITRICE 2002